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Tour per il Ghetto Ebraico di Roma - Una passeggiata nella memoria

Tour per il Ghetto Ebraico di Roma - Una passeggiata nella memoria

Feefo Rating Tour per il Ghetto Ebraico di Roma - Una passeggiata nella memoria

Tour per il Ghetto Ebraico di Roma - Una passeggiata nella memoria

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  • Prezzo da 28.00
  • Cancellazione Gratuita
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Quando si pensa alla storia di Roma e alla vastità del suo impero non si può non concludere che questa meravigliosa città è l’emblema della Storia in sé. Ma Roma è grande e generosa persino dentro se stessa: è come una grande "matrioska" che nasconde con dolcezza altre mille storie, misteri e racconti. Sei pronto a vivere un’esperienza che ti porterà nel passato e ti parlerà di uno dei popoli più colpiti e repressi della storia ma che ha saputo rimettersi in piedi dando vita ancora oggi, ad uno dei quartieri più belli ed affascinanti della Capitale?

  • 1 ora e 30 minuti
  • Sono accettati voucher stampati e mobile
  • Cancellazione Gratuita
    Rimborsabile completamente se cancellato entro e non oltre 24 ore dalla partenza.

Highlights

  • Ghetto Ebraico
  • Teatro di Marcello
  • Portico d'Ottavia
  • Sinagoga
  • Piazza Mattei
  • Fontana delle Tartarughe

Include

  • Guida professionale

  • Trasporto
  • Mancia

Si prega di notare

  • Il tour opera con un minimo di 2 partecipanti

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Tour per il Ghetto Ebraico di Roma - Una passeggiata nella memoria


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1 ora e 30 minuti
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5.0 / 5   valutazione della recensione del cliente
Sig.ra Paola Zincolini
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maggio 30, 2022
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maggio 30, 2022
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reviewed by Sig.ra Paola Zincolini

Itinerario

Se la tua risposta è sì allora continua a leggere per scoprire alcune delle peculiarità che fanno del ghetto ebraico di Roma una destinazione da non perdere!

L’antico quartiere ebraico - Storie di obblighi, divieti e povertà
Una passeggiata per Rome regala, volenti o nolenti, sempre grandi emozioni.
Uno dei quartieri della Capitale che trasuda storie di vita vissuta è senza dubbio il quartiere ebraico, meglio definito come “ghetto”, ovvero un ex quartiere-prigione.
Questo quartiere nasce a ridosso del Tevere, nell’estate del 1555, per volontà di Papa Paolo IV che emanò la “bolla “Cum nimis absurdum”, la prima di una lunga serie di bolle definite “infami” che riteneva assurdi che la popolazione ebrea potesse mischiarsi con quella cristiana.
Quest’ultima non solo privava tutti gli ebrei dei loro diritti ma imponeva loro anche dei obblighi e dei divieti: obbligava chi risiedeva all’interno del ghetto di rimanere tra i suoi confini e di avere un segno distintivo che mostrasse la propria appartenenza alla comunità ebraica.
Intorno al 1577, queste persone erano obbligate a seguire la messa della domenica al fine di convertirsi, presso la chiesa di Sant’ Angelo in Pescheria ma, pur di non ascoltare il prete, ingegnosamente si mettevano tappi di cera nelle orecchie. Sempre in tema di religione, fino a quasi la fine dell’Ottocento, veniva esercitata una forzatura anche sul battesimo: questa pratica veniva imposta anche contro la volontà genitoriale ed una volta battezzata, la prole veniva allontanata dai genitori eliminando qualsiasi tipo di contatto, e un ritorno alla religione ebraica veniva visto come eresia e punito con la morte. A livello di beni, non potevano essere proprietari di beni immobili e vigeva il divieto assoluto di esercitare un qualsiasi tipo di attività commerciale, ad eccezione della vendita di stracci e vestiti. Quest’ultimo è il motivo per cui, ai giorni nostri, molte persone della comunità ebraica sono professionisti nel campo della moda e dell’abbigliamento. Ulteriori divieti riguardano il mondo della medicina poiché ai medici ebrei era vietato curare i cristiani e i prestatori di denaro si vedevano imporre vincoli per favorire le attività dei Monti di Pietà cristiani.
Il numero di persone che occupava il ghetto cresceva man mano che le persone venivano concentrate all’interno di esso, il che porta a dover innalzare i palazzi di molti piani per avere un maggior numero di case a disposizione. Queste ultime non venivano curate in alcun modo e ciò contribuiva al già forte degrado del luogo di per sé, impoverito dall’isolamento dal il resto di Roma che viveva in condizioni decisamente più dignitose.

Tra il 1700 e il 1800, il ghetto fu più volte dismesso, grazie alle dichiarazioni di parità dei diritti tra cristiani ed ebrei. Tuttavia furono brevi periodi in quanto, purtroppo, ci furono successive reclusioni. È con l’apertura della breccia di Porta Pia nel 1870 che venne messa fine al potere dei Papi.
L’annessione di Roma al Regno d’Italia poi segnò la chiusura definitiva del ghetto ebraico. Nel 1888 gran parte del quartiere fu ricostruito, e si presentò al popolo ebraico la possibilità di inserimento costante nella vita politica e civile. Inoltre, molti ebrei, pur essendo stato abolito l’obbligo di residenza, decisero comunque di continuare la loro quotidianità all’interno del quartiere.

Grazie al nostro itinerario della durata di 1 ora e 30 minuti e alla compagnia della nostra guida a te dedicata potrai scoprire i segreti dei seguenti luoghi:

1. Teatro Marcello:
È un piccolo teatro voluto da Augusto che, data la sua somiglianza con il maestoso Colosseo ma a causa delle dimensioni notevolmente ridotte e della sua struttura semicircolare, viene chiamato il “Piccolo Colosseo”.
2. Portico di Ottavia:
Se ne conservano solamente gli ingressi monumentali. Questo monumento ha contribuito a creare uno degli scorci più suggestivi del ghetto ma anche di Roma stessa. La storia millenaria di questo monumento ha inizio con la dedica che Augusto fece alla sorella Ottavia di un precedente porticato per legarlo, insieme al teatro di Marcello, alla memoria della sua gens (gruppo di famiglie che si riconosceva in un antenato comune e praticava culti comuni - ndr). Nel medioevo la zona fu destinata a mercato ittico conservando questa funzione fino al 1880. La forte relazione con il ghetto ha fatto sì che uno dei piatti tipici della cucina tradizionale ebraico-romanesca sia costituito proprio dal brodo di pesce.
3. Sinagoga (esterno):
È il cuore religioso della comunità ebraica di Roma. Fu inaugurata nel 1904 in seguito alla riqualificazione dell’intero quartiere. Dopo l’unità d’Italia infatti, il ghetto fu abolito e sottoposto ad una completa ricostruzione. Il primitivo luogo di culto, l’edificio chiamato delle “cinque scole” venne per questo sostituito dall’attuale “Tempio maggiore”. L’edificio monumentale è ispirato allo stile assiro babilonese con elementi egittizzanti e moreschi, a ricordare la storia e le peregrinazioni del popolo ebraico.
La sinagoga ospita inoltre l’interessante museo della comunità ebraica, dove trovano posto pregiati oggetti legati alla liturgia ebraica insieme a tessuti ed argenti destinati all’arredo delle antiche sinagoghe.
4. Via del Portico d’ Ottavia:
Oggi è considerata il Corso del quartiere, punto di riferimento e luogo d’incontro della comunità ebraica di Roma che conta circa 16.000 persone. Anche se solo una minima parte risiede all’interno dell’ex ghetto, l’area esercita un forte richiamo. Qui si aprono i più famosi ristoranti e i negozi con i dolci tipici del ghetto dove gustare piatti e dolci della cucina tradizionale giudaico-romana.
5. Piazza Mattei:
È possibile ammirare un piccolo scorcio di rinascimento nella singolare piazza, dominata dalla raffinatissima Fontana delle tartarughe resa celebre dal contributo fornito dal Bernini.
6. Fontana delle Tartarughe:
Questo gioiello fu costruito verso la fine del XVI secolo a causa di una sfida. Il duca Mattei diede ordine di creare questa meravigliosa fontana in un solo giorno, facendola costruire davanti alle finestre del padre della sua amata a dimostrazione del fatto che era un uomo importante. Le tartarughe furono ideate e posizionate dal Bernini nel 1658.
7. Palazzo Manili:
Ancora oggi è possibile imbattersi in edifici che conservano l’identità di un tempo come la casa di Lorenzo Manili. Un edificio restaurato in pieno rinascimento, esattamente nel 1468, da un facoltoso cittadino che, in linea con i gusti antiquari dell’epoca, volle celebrare l’impresa alla stregua degli antichi romani ovvero applicando una lunga iscrizione commemorativa in latino, tuttora ben visibile, e decorando l’esterno con reperti archeologici.
8.Piazza delle Cinque Scole:
Il nome di questa piazza è figlio dalla presenza, in passato, di cinque edifici di culto: la Scola Nova, la Scola Siciliana, la Scola Castigliana, la Scola del Tempio e la Scola Catalana. Al suo centro, troviamo la “Fontana del Pianto”, risalente a metà del Cinquecento. Nonostante si possa pensare che il nome si leghi alle vicissitudini dolorose del popolo ebraico di Roma, in realtà si ricollega alla Chiesa di “Santa Maria del Pianto”.
9. Piazza dei Cenci:
Da questa piazza è possibile ammirare la parte posteriore dell'imponente complesso edilizio che divenne proprietà e residenza della famiglia Cenci e dove si crede abbia dimorato Beatrice Cenci. Per i romani, Beatrice è una giovane ed avvenente nobildonna che subiva i soprusi e le violenze di un padre padrone. La ragazza fu accusata, insieme ai fratelli e alla matrigna, di stregoneria e dell'assassinio del padre. Venne condannata a morte da Papa Clemente VIII e decapitata a Ponte Sant'Angelo nel 1599. Gran parte del palazzo medievale è stato demolito e l'edificio attuale risale al 1570.
10. Ponte Fabricio:
Questo ponte è stato costruito nel 62 a.C. dal "curator viarum" Lucio Fabricio. Collega la sponda sinistra del Tevere, ovvero dov’è situato il rione Sant’Angelo e quindi laddove risiedeva la comunità ebraica, e l’isola Tiberina. Un’ottima ultima passeggiata per chiudere con una vista stupenda questo meraviglioso tour!

E se alla fine di questa splendida passeggiata nel ghetto ebracio ti è venuto un certo languorino, ti consigliamo di deliziare le tue papille gustative con la fantastica cucina ebraica, spesso indicata come “Cucina Kosher”. È una cucina ricca di piatti invitanti come il brodo di pesce o i carciofi alla giudia e tanti dolci deliziosi come i tortolicchi o la nocchiata, sicuramente da provare e che troverai nei vari forni e ristoranti del ghetto.
Ti aspettiamo per questo tour immancabile dedicato al popolo ebraico di Roma!

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Informazioni di ritiro

Recati al punto d'incontro 15 minuti prima dell'inizio del tour alla fermata n° 5 Hop On Hop Off Gray Line - I Love Rome City Tour Via del Teatro di Marcello di fronte all’Antico Caffè del Teatro Marcello
In caso di necessità contattarci al seguente numero di telefono 064742501 oppure scrivendo una mail al seguente indirizzo [email protected]
0039 348 8112027 (Whatsapp only)

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